Comunità Pastorale San Cristoforo
Parrocchia Santa Maria Assunta
Gallarate
LA CHIESA
di SAN FRANCESCO
costruita nel 1905, ha ospitato per quasi 60 anni la preghiera delle suore benedettine del monastero ad essa collegato. Come frutto dell’anno santo 2025 e come celebrazione del centenario della santa morte di San Francesco è stato ricreato

COME
UN MONASTERO
un riferimento stabile di preghiera, dove trovare

- un’oasi, luogo di sosta nel cammino della vita, in compagnia con il Signore Gesù presente nel Santissimo sacramento dell’Eucaristia
- un roveto ardente che riscalda il cuore, rianima lo spirito per la missione
- una casa di intercessione per il bene della città e rinnovare speranza.
- un monastero in città, fratelli e sorelle che consacrano uno spazio e un tempo di ospitalità e di comunione
Abbiamo iniziato con una proposta
PER TUTTO L’ANNO, PER OGNI DOMENICA DELL’ANNO:
ADORAZIONE EUCARISTICA DALLE ORE 16 ALLE 17.30,
RECITA DEL SANTO ROSARIO DALLE ORE 17.10.
A SERVIZIO DELLA CITTÀ
CHIESA di SAN FRANCESCO D’ASSISI
La Storia
I frati francescani arrivarono a Gallarate già nel 1234, erano passati solo otto anni dalla santa morte di Francesco.
Fu subito costruito un convento con una chiesetta, che fu soppresso nel 1798 (o 1786), mentre l’edificio fu incamerato dal demanio. La chiesetta fu in seguito abbattuta. Nella chiesetta si trovava la statua dell’Immacolata che nel 1766 era stata trasportata nella parrocchiale di santa Maria Assunta. Quello che è rimasto del convento è ora sede della Società Gallaratese per gli Studi Patri in via Borgo Antico.
La chiesa di san Francesco in piazza Risorgimento, recupera, nella dedicazione, la memoria dell’antico convento. Fu posta la prima pietra nel 1904, costruita nel 1905 su progetto dell’architetto Gaetano Moretti. La chiesa fu infine benedetta il 6 ottobre 1906 e consacrata il 15 ottobre 1911 dal Cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano. Si ricorda l’anniversario della consacrazione la seconda domenica di ottobre.

Nel 1917 durante la guerra, la chiesa fu occupata dall’autorità militare. Nel 1919 ripresero i lavori per completare la facciata. Nel 1965 fu completata la costruzione del monastero adiacente, dove saranno presenti fino al 9 febbraio 2023 le suore Benedettine del Santissimo Sacramento.
Sulla facciata troviamo la scritta D.O.M. (Deo Optimo Maximo, A Dio Ottimo, Massimo) che viene posta su ogni chiesa e poi la dedica al Santo:
S. FRANCISCO ASSISIENSI / ANNO PACIS MCMXIX / A POPULIS ACRITER CONFLICTANTIBUS / ADPRECATAE / CIVES GALLARATENSES ([dedicata] A san Francesco d’Assisi, nell’anno della pace 1919, dai popoli furiosamente combattenti, invocata. I cittadini di Gallarate).
Nel lunotto centrale un mosaico (forse di Angelo Gianese) con San Francesco, il lupo di Gubbio e gli agnelli, con la data del 1926 a 700 anni dalla santa Morte di Francesco.
Dall’interno della chiesa si possono ammirare le vetrate della facciata (firmate Modulo A.D. 1980); al centro la Trasfigurazione di Gesù sul monte: ha accanto Mosè, a sinistra di chi guarda ed Elia, a destra. In basso Pietro, Giacomo e Giovanni, discepoli di Gesù, meravigliati dalla visione.
Dalla navate laterali si ammirano le vetrate di Mosè che pascola le pecore e vede il roveto ardente del monte Sinai (sullo sfondo le piramidi d’Egitto) e a destra Elia, profeta ardente come il fuoco, pellegrino al monte Sinai, che si copre col mantello quando Dio lo chiama e gli affida la missione.
In basso Pietro, Giacomo e Giovanni, discepoli di Gesù, meravigliati dalla visione. Dalla navate laterali si ammirano le vetrate di Mosè che pascola le pecore e vede il roveto ardente del monte Sinai (sullo sfondo le piramidi d’Egitto) e a destra Elia, profeta ardente come il fuoco, pellegrino al monte Sinai, che si copre col mantello quando Dio lo chiama e gli affida la missione.

Guardando verso l’altare e si vede l’abside con le vetrate che rappresentano l’ultima cena di Gesù (pittrice Amalia Panigati). In alto sopra l’altare troviamo il Crocifisso. Sempre sopra l’altare nella volta, la gloria di san Francesco (opera di Romeo Rivetta).

Nella navata di destra la scultura della Madonna di Fatima con i tre pastorelli, Francesco, Giacinta e Lucia (opera di Ferdinando Perhatoner di Ortisei). Sopra l’ingresso della sagrestia, il dipinto di San Paolo che predica nell’aeropago ad Atene (Giuseppe Lombardi) con i disegni a sepia dei santi discepoli di Paolo: Luca, Timoteo, Tito e poi san Barnaba, compagno di viaggio di Paolo.
Nella cappella a sinistra, la Sacra Famiglia (Giuseppe Lombardi) con un disegno a sepia di Gesù tra i dottori del tempio. Sotto troviamo il sarcofago bianco del Cardinale Efrem Forni, di famiglia gallaratese, morto nel 1976 che fu Nunzio apostolico in Equador e in Belgio e partecipò al Concilio Vaticano II.
Le vetrate laterali rappresentano, partendo dalla zona altare, il Sacro cuore a destra e l’Immacolata a sinistra e poi venendo verso il fondo troviamo San Lodovico dei francesi, a destra, mentre a sinistra, c’è santa Elisabetta d’Ungheria: sono i patroni dei terziari francescani, cioè dei consacrati che vivono la loro spiritualità francescana nella vita ordinaria, uomini e donne, anche sposati.
Sono un terzo ordine, accanto a quello maschile e a quello femminile, che fanno vita comune in convento. Seguono San Benedetto e santa Scolastica fondatori dell’odine monastico benedettino e infine san Francesco e Santa Chiara d’Assisi. I santi uomini dalla parte dove si sedevano gli uomini e le sante donne dalla parte dove si sedevano le donne.
Il pulpito e le opere in legno sono dell’intagliatore Galli di Inverigo, fatte nel 1908. La grata metallica dietro l’altare separa la zona del coro riservata alle monache.
Sulla parete dell’abside il grande quadro della spogliazione di san Francesco, al quale corrisponde una morte di san Francesco, ora in sagrestia per lasciare libera una grata dalla quale le suore, dal monastero, vedevano in chiesa. Sempre nell’abside le vetrate con i simboli dei quattro evangelisti.
Nella navata centrale in alto vediamo vetrate rotonde; sono figure angeliche che rappresentano le virtù: fede speranza e carità a destra e i voti monastici: povertà, castità, obbedienza, a sinistra.


Sempre nella navata centrale in alto ci sono dei tondi con i dipinti dei Terziari francescani famosi: a destra, dopo santa Chiara, Alessandro Volta e il Cardinale Andrea Carlo Ferrari; a sinistra San Pio X, Dante Alighieri, con Santa Elisabetta d’Ungheria non riconoscibile.
DOCUMENTI