Chiesetta di S. Maria Nascente ai Ronchi

La chiesetta di Santa Maria Nascente, nota anche come Santa Maria delle Grazie, risalente alla metà del diciassettesimo secolo, è situata in Via Montello 65, quasi al limite dell’area boschiva.

Riportiamo un’interessante inquadramento storico / artistico della chiesetta tratto dal libro “Il latte della Vita – alla scoperta della Madonna del Latte tra Varesotto e Canton Ticino” (*) condiviso per l’occasione da una delle autrici, nostra parrocchiana.

“… Sempre a Gallarate, in frazione Ronchi, merita una visita l’affresco della Madonna del Latte tra i Santi Rocco e Sebastiano che occupa la parete absidale ovest della piccola chiesa di Santa Maria Nascente, nota anche come Madonna delle Grazie, edificata da don Oliviero Mazzucchelli nel 1647. Nella descrizione vicariale del 1651 si nomina l’affresco e la sua collocazione sopra l’unico altare. Alla famiglia Mazzucchelli si devono anche l’istituzione della messa festiva e un legato per messe in perpetuo, unitamente a interventi ricostruttivi all’inizio del settecento e nuovamente nel secolo successivo. La festa della Natività di Maria, citata e documentata dal 1747, godeva l’indulgenza plenaria sancita da ripetute bolle papali. La chiesa, restaurata all’inizio e alla metà del secolo scorso, è stata donata nel 2005 alla parrocchia Madonna della Speranza di Gallarate dalla parrocchia San Zenone di Crenna cui ancora apparteneva.
In un’unica scenografia campestre, l’affresco si presenta separato in riquadri ordinati da una cornice dipinta che isola le immagini. La Vergine con il Bambino al centro; ai lati San Sebastiano e San Rocco, invocati nelle epidemie di peste; nei riquadri superiori due angeli reggenti la corona regale e squarci di cielo. La Madonna allattante, con il capo aureolato coperto dal manto blu, vestita con raffinato abito rosso e panneggi bianchi e oro in grembo, ci guarda e sorride. Il Bambino, rubicondo e nudo, tenendo stretto il seno che lo nutre, con disinvoltura volge a noi lo sguardo pensieroso: al collo e ai polsi un giro di coralli, presagio della passione. Il paesaggio sullo sfondo delinea il profilo di una montagna innevata e di una collina con castello.
Complesso restituire l’origine dell’affresco, sottoposto purtroppo a modifiche e grossolane dipinture recenti. È documentato dalla metà del Seicento, ma numerosi indizi, come la differente pendenza e spessore della muratura su cui insiste rispetto al muro che lo contiene e l’intuibile qualità pittorica della figura di Maria, fanno pensare che appartenesse ad un’edicola o piccolo edificio preesistente la chiesetta seicentesca.
Sotto l’affresco, murato a seguito della realizzazione del nuovo altare conciliare, l’antico paliotto in scagliola coperta da evidenti dipinture, mostra nuovamente una Madonna del Latte tra fiori e girali. …”

La rinnovata festa della Chiesetta dei Ronchi riprende una tradizione secolare di gratitudine alla Vergine Maria qui venerata come Santa Maria Nascente.

Settembre è mese di nuovo inizio, come nuovo inizio fu la nascita di Maria Vergine, Madre di Gesù, Dio fatto uomo, bisognoso del latte materno come ogni neonato. Per questo l’affresco custodito in Chiesetta non è solo segno devozionale del popolo contadino che qui abitava o lavorava i campi e che al latte doveva sopravvivenza e abbondanza. La tenerissima iconografia della Madonna del latte ha infatti radici antiche e profonde inerenti sia la stima della maternità e fertilità, sia le implicazioni teologiche del Mistero dell’Incarnazione, come approfondito nel libro citato.

(*) Laura Bonicalzi, Sara Poretti, Francesca Urizzi, Paola Viotto, IL LATTE DELLA VITA, Macchione editore, Varese 2015

Chiesa S. Maria Nascente

Interno – affresco absidale
Paliotto in scagliola
Madonna che allatta
Bassorilievo della facciata
Vetrata (Fratel Venzo s.j.)