Comunità pastorale San Cristoforo – Gallarate
Parrocchia Madonna della Speranza
CHIESA DI SANTA MARIA NASCENTE
La Madonnina dei Ronchi
via Montello 65, Gallarate
L’8 settembre, festa della natività di Maria, è la festa della Madonnina dei Ronchi.
Settembre è mese di nuovo inizio, come nuovo inizio fu la nascita di Maria Vergine, Madre di Gesù, Dio fatto uomo, bisognoso del latte materno come ogni neonato.


Per questo l’affresco custodito in Chiesetta non è solo segno devozionale del popolo contadino che qui abitava o lavorava i campi e che al latte doveva sopravvivenza e abbondanza. La tenerissima iconografia della Madonna del latte, ha infatti radici antiche e profonde inerenti sia la stima della maternità e fertilità, sia le implicazioni teologiche del Mistero dell’Incarnazione.
Dal libro “Il latte della Vita” della parrocchiana Laura Bonicalzi, che propone itinerari di visita a immagini della Madonna del latte diffuse tra Varesotto e Ticinese, prendiamo le note seguenti.
A Gallarate, in frazione Ronchi, merita una visita l’affresco della Madonna del Latte tra i Santi Rocco e Sebastiano che occupa la parete absidale ovest della piccola chiesa di Santa Maria Nascente, nota anche come Madonna delle Grazie, edificata da don Oliviero Mazzucchelli nel 1647.
Nella descrizione vicariale del 1651 si nomina l’affresco e la sua collocazione sopra l’unico altare. Alla famiglia Mazzucchelli si devono anche interventi ricostruttivi all’inizio del settecento e nuovamente nel secolo successivo. La festa della Natività di Maria, citata e documentata dal 1747, godeva l’indulgenza plenaria sancita da ripetute bolle papali. La chiesa, restaurata all’inizio e alla metà del secolo scorso, è stata donata nel 2005 alla parrocchia Madonna della Speranza di Gallarate dalla parrocchia San Zenone di Crenna cui ancora apparteneva.
All’interno, in un’unica scenografia campestre, l’affresco si presenta separato in riquadri ordinati da una cornice dipinta che isola le immagini. La Vergine con il Bambino al centro; ai lati San Sebastiano e San Rocco, invocati nelle epidemie di peste; nei riquadri superiori due angeli reggenti la corona regale e squarci di cielo.
La Madonna allattante, con il capo aureolato coperto dal manto blu, vestita con raffinato abito rosso e panneggi bianchi e oro in grembo, ci guarda e sorride. Il Bambino, rubicondo e nudo, tenendo stretto il seno che lo nutre, con disinvoltura volge a noi lo sguardo pensieroso: al collo e ai polsi un giro di coralli, presagio della passione. Il paesaggio sullo sfondo delinea il profilo di una montagna innevata e di una collina con castello.

Complesso restituire l’origine dell’affresco, sottoposto a modifiche e dipinture recenti. È documentato dalla metà del Seicento, ma numerosi indizi, come la differente pendenza e spessore della muratura su cui insiste rispetto al muro che lo contiene e l’intuibile qualità pittorica della figura di Maria, fanno pensare che appartenesse ad un’edicola o piccolo edificio preesistente la chiesetta seicentesca.



Sotto l’affresco, murato a seguito della realizzazione del nuovo altare conciliare, l’antico paliotto in scagliola coperta da evidenti dipinture, mostra nuovamente una Madonna del Latte tra fiori e girali.
Da notare infine le vetrate con motivi floreali su disegno del pittore gesuita Fratel Venzo che visse nella vicina casa della congregazione.
Sulla facciata esterna, infine ancora un’immagine in ceramica di Maria col bambino.