FRANCESCO, La Benedizione di un povero
Ottobre 16 @ 21:00
Tornare a Francesco d’Assisi – figura indimenticabile, affascinante ancora oggi per credenti e non credenti – per cercare di capire attraverso il teatro cosa la sua vita, le sue scelte radicali, la sua spiritualità, la sua fede, la sua umanità possono dire e ispirare ancora oggi, nello scorcio di questo terzo millennio cristiano, a 800 anni (1223) dall’approvazione della Regola.
È noto che Francesco, dal medioevo a oggi, è stato indagato dall’arte figurativa, dal teatro, finanche dal cinema, talvolta indugiando su stereotipi o trasformazioni poco fedeli alla sua grandezza e originalità. Noi vogliamo tornare alle origini, al genere del dramma sacro e del mistero medievale, dandone però una lettura attuale, lontano da una facile apologetica; desideriamo sostare su uno degli aspetti meno scrutati del ‘poverello d’Assisi’, ossia la sua ultima permanenza sulla montagna de La Verna: là Francesco, due anni prima della morte, conobbe la crisi, lo smarrimento, la solitudine, il dubbio, desiderando a tal punto la presenza di Dio da entrare in lotta con Lui. Da La Verna, oltrepassato l’umanissimo momento di fatica con i segni delle stigmate del crocifisso nella carne, Francesco giungerà fino ad Assisi, alla riconciliazione intima, all’incontro con Chiara, al Cantico delle Creature e al definitivo, estremo, abbandono in Dio, la sera del 3 novembre 1226.
Dal sito di Exire
