Comunità pastorale San Cristoforo – Gallarate

Parrocchia San Giorgio in Cedrate

Nel 1565 san Carlo Borromeo erige la parrocchia di San Giorgio in Cedrate. Una chiesa del XIV secolo viene sostituita nel 1715 circa dalla nuova costruzione, su progetto di Biagio Bellotti che progettò anche la chiesa di Sant’Antonio in città.
L’ultimo restauro della parte interna è del 2022. Della vecchia chiesa rimane l’abside che costituisce l’attuale sagrestia dove si trovano i preziosi affreschi del 1600 attribuiti alla scuola del Morazzone. Rappresentano grandi scene della passione di Gesù con altre immagini di Santi: i quattro evangelisti, la vergine Maria e i santi della devozione popolare.
All’interno siamo subito invitati a guardare il Crocifisso miracoloso, nella cappella a sinistra a metà della chiesa. È in legno policromo, restaurato nel 2022

IL CROCIFISSO MIRACOLOSO

All’interno della chiesa, particolare devozione suscita il grande Crocifisso miracoloso in legno policromo del 1500 circa che viene portato in processione la domenica delle Palme.

Riproponiamoqui sotto la poesia che il compianto parrocchiano Aldo Boati dedica al suo Crocifisso: “Ul Crucifis da legn ca ghe a Cedrà”.

L’è là in su la sinistra, a metà gesa,
ul Crucifiss da legn ca ghe a Cedrà.
Nesün po dì da vegg mai fai ‘n ufesa
a videi là cui man e i pe inciudà.

Un pu in penombra, cunt ul co piegàa,
cunt i brasc vert, par ca l’è là a spetàmm
e cal ma disa: “Vialtar da Cedrà,
parché ga pensì mai da ignì a truàmm?

Sa ma purtasann no una veulta a l’ann
in gir, in prucesion par ul paés,
a savarias nemen che fàcia gann
la magiur pari da qui ch’inn Cedrates.

‘Na veulta ma ciamean miraculus;
oh quanta gent ghe ‘ndai via cun la grazia!
Quanti go dai ‘na man a purtà la cruus
d’un màa, d’un dispiasé, d’una disgrazia!

Parché credi ca m’abian cunscià insci?
Par vialtar s’é deciis ch’ean da mazàmm!
E cunt ul tribülà che tucc fasì,
ghi propi mai nagott da dumandàmm?”

E intantu la so Mama lì davanti,
par ca la sent cal sa lamenta pian;
l’è lì a spetà ca ‘ndemm a trual in tanti,
a utègn i grazi la veur daàmm ‘na man.
[Aldo Boati]

E’ là sulla sinistra, a metà chiesa,
il Crocifisso di legno che c’è a Cedrate.
Nessuno può dire non averGli mai fatto un’offesa
vedendolo là con mani e piedi inchiodati.

Un po’ in penombra, con la testa piegata,
con le braccia aperte, sembra ci stia aspettando
e che ci dica: “Voi di Cedrate,
perché non pensate mai di venirmi a trovare?

Se non mi portassero una volta all’anno
in giro, in processione per il paese,
non saprei nemmeno che faccia hanno
la maggior parte di quelli che sono Cedratesi.

Una volta mi dicevano miracoloso;
oh quanta gente è andata via con la grazia!
A quanti ho dato una mano a portare la croce
di un male, d’un dispiacere, d’una disgrazia!

Perché credete che m’abbiano ridotto così?
Per voi s’è deciso che mi dovevano uccidere!
E con tutte le tribolazioni che soffrite,
non avete proprio mai nulla da chiedermi?

E intanto Sua Mamma lì davanti,
sembra che senta che si lamenta piano;
è lì ad aspettare che andiamo a trovarLo in tanti,
ad ottenere le grazie vuole darci un aiuto.
[Aldo Boati]

SAN GIOVANNI BATTISTA

Appena entrati in chiesa, prima del Crocifisso miracoloso si trova a sinistra l’immagine del Battesimo di Gesù. Da quella parte si trovava l’antico battistero; passando dalla porta sottostante si entra in uno spazio che ricorda un ottagono: era la forma tradizionale dei battisteri. Il numero sette indica la settimana, che equivale ai ventotto giorni del ciclo della luna intorno alla terra e rappresenta il tempo che ci è dato da vivere. L’ottavo è il giorno al di fuori del tempo, fuori dalla storia, cioè, l’eternità. Perché col battesimo si entra già quaggiù nella vita eterna.
A destra un’altra immagine di Giovanni Battista: il suo martirio. Giovanni Battista è chiamato il precursore, perché ha preparato la via a Gesù. Dovremmo dire meglio che è l’ultimo di quelle figure profetiche che hanno preparato la via a Gesù che doveva venire.

Dopo la festa di Pentecoste, la liturgia ci fa incontrare di domenica in domenica con i fatti e i personaggi che hanno preparato la via di Gesù e si conclude con la domenica prima del 29 agosto festa del martirio di san Giovanni il precursore. Le domeniche dopo il 29 agosto sono denominate come domeniche dopo il martirio del precursore e rispondono alla domanda: “Chi è Gesù per il quale tanti fino al Battista si sono sacrificati per preparare la sua venuta?”.

LA MADONNA DELLE ROSE

L’affresco del 1491 proviene da un convento degli Umiliati che si trovava sulla collina verso Cassano. In alto San Giuseppe con Gesù Bambino.
Verso l’altare troviamo a sinistra la statua della Beata Vergine Maria e a destra la statua di San Giorgio martire, patrono della parrocchia.
Ai lati dell’altare troviamo a sinistra il grande affresco della tempesta sedata: gli apostoli impauriti dal mare agitato richiamano Gesù che rimane addormentato sulla barca. Gesù li rimprovera per la loro poca fede e subito gridò al vento e le acque si calmarono.
A destra è rappresentata Santa Margherita Maria Alacoque, che morì a Paray-le-Monial a 44 anni nel 1690 e diffuse la devozione al Sacro cuore di Gesù, segno della misericordia di Dio.

Guardando l’altare a destra la statua del Sacro Cuore di Gesù. I quattro grandi affreschi (il Battista e i due accanto all’altare) sono datati intorno all’anno 1900.

San Giorgio martire, soldato dell’imperatore, venne ucciso con i suoi compagni nella città di Lidda, allora capitale della Palestina, verso l’anno 303, durante la persecuzione dello stesso imperatore Diocleziano. Rapidamente egli divenne uno dei santi più venerati in ogni parte del mondo cristiano. Tra i racconti fioriti intorno alla figura di san Giorgio, va ricordato l’episodio del drago e della fanciulla salvata dal santo.
Nella città di Selem, Libia, in un grande stagno, viveva un terribile drago. Per placarlo gli abitanti gli offrivano due pecore al giorno e più avanti una pecora e un giovane tirato a sorte. Un giorno fu estratta la figlia del re e, mentre la ragazza si avviava verso lo stagno, passò Giorgio che trafisse il drago con la sua lancia. Un racconto che vuole essere simbolo del male che viene sconfitto dalla fede.